Scheda film

Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Galletta
Fotografia: Francesco Ciccone
Montaggio: Filippo Corrieri
Scenografie: Gabriele Ridolfi, Giovanni Panettiere, Giulio Novello
Costumi: Giovanna Granata, Laura Chiusolo
Musiche: The Big Waves
Italia, 2012 – Fantastico – Durata: 96′
Cast: Massimiliano Varrese, Olga Shapoval, Rossella Infanti, Giannapaola Scaffidi, Massimo Bonetti, Stefano Calvagna, Jonny Triviani
Uscita: 31 agosto 2012
Distribuzione: Poker Entertainment

Sale: 3

 L’aura del fantasma

Davide (Massimiliano Varrese) vive giorni bui, cercando di riprendere la sua vita, dopo un grave lutto famigliare. Nel frattempo dà lezioni di violino alla giovane Costanza (Olga Shapoval). La ragazza, che sta incontrando i primi dissidi d’amore, viene avvicinata da Laura (Rossella Infanti), una donna gentile che, dopo averla salvata da un occasionale rapinatore, le diventa amica. Quando a casa di Davide Costanza troverà una foto di Laura, scoprirà che è sua sorella, morta tre mesi prima. Dapprima allontanata, verrà poi richiamata quando gli indizi sulla “presenza” della scomparsa si cominceranno ad infittire…
Dopo il non felicissimo debutto su commissione con Dopo quella notte, Giovanni Galletta, critico web per www.cinemaitaliano.info e regista sceso dall’Emilia Romagna nella capitale per lavorare nel mondo del cinema, con la sua opera seconda mette in scena un proprio copione, sul quale ha lavorato per sei lunghi anni.
Entrato nella factory della Poker Film di Stefano Calvagna, che produce e fa un’amichevole partecipazione in un paio di scene e per il quale ha co-sceneggiato l’inedito Rabbia in pugno, ne utilizza diversi collaboratori, più o meno usuali, quali gli attori Bonetti e Cerman e i musicisti “The Big Waves”.
La differenza con l’opera precedente c’è e si vede: pur ben lungi dalla perfezione, Galletta stavolta gira qualcosa in cui crede (l’ispirazione, ha dichiarato, viene da una leggenda metropolitana raccontatagli dalla madre, come pure da certi lungometraggi fantastici americani) ma, soprattutto, si è circondato di un cast di spessore lievemente maggiore, elementi che elevano inevitabilmente il livello qualitativo del film.
La singolare ghost-story, pur se non molto originale, ma sviluppata sullo sfondo di una Roma non banale, parla di destino, di legami affettivi, di famiglie distrutte o sbagliate, di vite da far ripartire e di altre che non riescono a fermarsi, anche dopo la morte. E in alcuni momenti, come la scena presso la medium o il saluto finale tra Costanza e Davide, riesce anche ad emozionare.
Benché spesso sul filo del rasoio del ridicolo involontario ed insidiato dalle insistenti musiche dei “The Big Waves”, tra un pianoforte ossessivo e note basse di archi “da horror”, Galletta rimane in bilico senza scivolare giù, portando a termine un film insolito nel panorama italiano, che, gli auguriamo, non deluderà lo sparuto pubblico che in questa fine estate si azzarderà ad andarlo a vedere.
RARO perché… è un insolito film di genere in un panorama desolato come quello nazionale.

Voto: * * *

Paolo Dallimonti