Scheda film

Regia e Fotografia: Paolo Santolini
Soggetto e Sceneggiatura: Michele Astori, Attilio Bolzoni, Paolo Santolini
Montaggio: Alessio Doglione
Suono: Maximilien Gobiet
Musiche: Stefano Bollani
Italia, 2012 – Documentario – Durata: 64′
Cast: Attilio Bolzoni
Uscita nel paese d’origine (DVD): 16 maggio 2012

 Per non dimenticare

“Alle ore 17.56 l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Monte Erice registra un evento sismico in provincia di Palermo. L’epicentro è tra Isola delle Femmine e Capaci.” Le 17.56 sono quelle del 23 maggio 1992, quando un attentato mafioso fermò per sempre Giovanni Falcone, magistrato che della lotta alla criminalità organizzata nella sua bella ed amata Sicilia fece la propria ragione di vita, vedendola finire all’età di poco più di cinquant’anni. Con tale didascalia, seguita dalle immagini della simulazione dell’esplosione agli atti del processo di Caltanissetta, inizia Uomini soli – nulla a che vedere con la nota canzone dei Pooh – documentario diretto da Paolo Santolini, ma voluto, scritto e condotto da Attilio Bolzoni – suo è il libro omonimo – storico giornalista de La Repubblica nel capoluogo siciliano per venticinque anni. Dalla “Palermo come Beirut” sulle prime pagine dei giornali all’epoca dell’omicidio con l’auto-bomba di Rocco Chinnici nel 1983 alla definizione di “città mattatoio” fino ai drammatici titoli del quotidiano comunista L’ora: “Orrore!”, “Una guerra nella guerra”, “La morte ha fatto 100” (contando gli assassinati – 148 nel solo 1982 – che venivano riportati in prima pagina in alto a destra), “E’ la guerra!”.
Sono quattro le figure della lotta alla mafia che Bolzoni tiene principalmente a ricordare: Pio La Torre – nelle parole del figlio – segretario regionale dell’allora PCI che si batteva contro i missili della NATO a Comiso, definito “rompicoglioni” anche all’interno del suo stesso partito, ossessionato dal riscatto del popolo siciliano; il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto senza poteri a Palermo, la cui morte fu commentata da un cartello anonimo, vergato a mano, con su scritto: “Quì è morta la speranza dei palermitani onesti”; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sui quali ogni parola è superflua. Le loro storie si sovrappongono succedendosi impercettibilmente attraverso altri non meno importanti comprimari che pagarono con la vita la loro dedizione alla giustizia o alla verità (in ordine di “sparizione”): il giornalista Mario Francese, il capo della Squadra Mobile di Palermo Boris Giuliano, il magistrato Gaetano Costa, Paolo Giaccone, medico legale di Palermo, il poliziotto Calogero Zucchetto, l’agente di polizia Ninni Cassarà, l’agente del SISDE Nino Agostino, il poliziotto di scorta Antonino Montinaro.
E non manca l’altrettanto significativa schiera dei vivi, spesso veri e propri sopravvissuti: la fotografa de L’ora Letizia Battaglia, che non si fece scappare un ritratto di quei numerosi cadaveri e che ad un certo punto in maniera molto eloquente si rivolge a Bolzoni con un “Basta, Attilio, basta”; Tina Montinaro, vedova di Antonino, la cui testimonianza, insieme a quella del marito rilasciata pochi giorni prima della morte è a dir poco straziante; Giovanni Paparcuri, salvatosi miracolosamente dall’attentato a Chinnici, e Giuseppe Costanza, scampato alla strage di Capaci.
Una lotta non delle istituzioni, ma di quelle singole e sole persone, che Attilio Bolzoni conobbe da vicino negli anni del suo lavoro di cronista sul campo e che vuole ancora ricordare tornando in quei luoghi, dai trenta ai venti anni dopo, con profonda emozione, alternando testimonianze ed interviste con immagini di repertorio. Un documento importante, per non dimenticare.
“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.” (Giovanni Falcone)
Rarissimo perché… meglio dimenticare, no?
Note: il film non è MAI uscito nelle sale, ma è stato messo in vendita in formato Libro+DVD nelle edicole dal 16 maggio 2012 in abbinamento editoriale al quotidiano La Repubblica. Per ulteriori informazioni cliccare QUI.

Voto: * * * *

Paolo Dallimonti